“Per creare qualcosa di nuovo devi ripartire da zero. Se vuoi ripartire da zero devi ripartire dalla passione. Passione per il lavoro, per il gusto, per la voglia di fare qualcosa di buono”.

Così inizia il proprio racconto Luca Boselli, alla guida del Birrificio Artigianale Opera di Pavia. “Sono sempre stato un grande appassionato di birra, durante un corso all’Associazione Degustatori Birra, è nata l’idea di aprire un birrificio artigianale nel 2012″.

Quali requisiti deve avere una birra per essere buona?
Sicuramente la qualità delle materie prime e una grande attenzione ai dettagli, poi lo stile, elemento che reputo importante nella fase di studio del prodotto e che preferiamo non stravolgere; noi infatti vogliamo e dobbiamo tenere conto anche del gusto del cliente: per questo ci siamo orientati su una tipologia di birra artigianale mai estrema o troppo sperimentale. Una birra che i nostri clienti reputano buona e, come si dice in gergo, senza difetti.

“Marzo 2017: a Pavia nasce il polo della birra artigianale. Il Birrificio Opera acquisisce il Birrificio Pavese”.

La birra artigianale parla pavese. Con l’acquisizione del Birrificio Pavese da parte del Birrificio Opera nasce il polo della birra artigianale nel territorio di Pavia.

Con questa operazione il Birrificio Opera diventa proprietario del brand Pavese e, a partire da marzo 2017, tutte le birre a marchio Pavese saranno prodotte nello stabilimento del Birrificio Opera.

La nuova realtà avrà una capacità produttiva di oltre 2500 ettolitri all’anno, due brand affermati sul territorio e una gamma che comprende oltre 20 referenze tra cui birre premiate nelle principali manifestazioni e pronte a soddisfare i palati più esigenti.

Claudio Caffi, già titolare del Birrificio Pavese, assume la responsabilità delle attività di produzione della nuova società coordinando l’attività dei mastri birrai del Birrificio Opera.

Luca Boselli, amministratore unico del Birrificio Opera, mantiene l’incarico occupandosi degli aspetti strategici, del marketing e delle vendite.

“In un territorio vocato al vino – dichiara Luca Boselli –  puntiamo a dimostrare che c’è spazio per grandi birre di qualità, prodotte con materie prime selezionate, secondo ricette innovative e insieme rispettose della tradizione, con una grande attenzione alla contemporaneità per abbinamenti sorprendenti con i piatti della cucina lombarda.”

“Abbiamo unito le nostre forze e le nostre competenze – sottolinea Claudio Caffi – per dar vita a un polo produttivo che moltiplica la propria capacità di soddisfare le richieste del mercato sia mantenendo una quota importante di produzione conto terzi sia offrendo al mercato due brand riconosciuti e apprezzati per l’eccellenza delle proprie referenze.  I recenti investimenti in nuove attrezzature ci consentono di mantenere alto il livello qualitativo dei nostri prodotti e delle future produzioni, per soddisfare le nascenti esigenze dei mercati che sempre di più apprezzano e valorizzano i prodotti artigianali di qualità.”

Birrificio Opera, con sede in via Giuseppe Saragat 13 a Pavia, nel 2016 ha prodotto 1.600hl, di cui il 70% della produzione per beer firm o private label. A proprio marchio ha attualmente 7 referenze di cui 1 stagionale, tra le quali spicca la Hydra-Dubbel in stile belga premiata come seconda classificata nel 2014 al CIBA e birra dell’anno.

Birrificio Pavese nel 2016 ha prodotto 600hl, di cui il 20% della produzione per beer firm o private label. A proprio marchio ha attualmente 11 referenze di cui 3 stagionali tra cui spicca la ZETA, birra alla zucca Bertagnina De.C.O. prodotta in collaborazione con la Proloco di Dorno.

 

“Marzo 2017: novità in Produzione”

In questi giorni di grandi novità segnaliamo che Piero Colombo, birraio che ha iniziato con noi l’avventura brassicola ha deciso di cambiare vita trasferendosi in Nuova Zelanda, a lui un grande in bocca al lupo per la nuova sfida.
Al suo posto da è salito a bordo Stefano Zandalini già nello staff dei birrai di Extraomnes e Birrificio Lambrate, che affiancherà Stefano Menegale con noi fin dal 2012.

 

Perché ci piace

Ma dove sta la differenziazione principale fra le birre dei diversi birrifici artigianali?
Principalmente nel fatto che si cerca di perseguire una qualità costante nel tempo e di riproporre un prodotto che sia sempre riconducibile al proprio birrificio.
Nella Blanche, leggera e beverina con una fresca e dissetante acidità, gli aromi di coriandolo e l’agrumato delle bucce d’arancia dominano i complessi profumi, in cui si avvertono anche note fresche, erbacee, leggermente speziate e lievito.
Nella Bitter gli aromi di caramello convivono in armonia con il fruttato conferito dai luppoli inglesi; al gusto si fondono la dolcezza del malto, che dona note biscottate e di toffee, e un deciso amaro, insieme ai sapori di erbaceo, pepato e agrumato.

E poi c’è la Golden Ale, con i suoi aromi freschi, erbacei e floreali di gelsomino e fiori di sambuco; in bocca è leggermente dolce con un finale amaro e delicati sapori fruttati e speziati.
Infine la Pils, dove gli aromi delicati, freschi ed erbacei sono accompagnati dai mielosi sentori di malto; in bocca si avverte una punta di dolcezza poi sommersa dal caratteristico amaro.

 

Il territorio

Il Birrificio Artigianale Opera svolge la propria attività produttiva nella zona Est di Pavia.
La Pianura Pavese rappresenta una delle zone eccelse e più vocate alla coltivazione dei migliori risi e cereali e il segreto che li rende inimitabili risiede nella naturale e particolare composizione del terreno e nella qualità delle acque, base della produzione delle birre del Birrificio Opera.

Ricordiamo che Pavia fu capitale del regno longobardo, ed è sede di una delle più antiche università italiane.
Basando le proprie birre sugli stili originali, i malti e i luppoli del Birrificio provengono dai territori di origine degli stili, ovvero Belgio, Inghilterra, America, Repubblica Ceca.